Hamnet

Chi siamo quando l’oggetto d’amore scompare?

Hamnet, più che della morte, parla di ciò che la perdita produce nella mente, nel corpo e nei legami. Con la tragedia, il tempo si deforma, il reale perde consistenza e il corpo diventa il luogo in cui il dolore si incarna, come accade quando il trauma eccede la capacità simbolica.

La coppia genitoriale imbocca strade diverse, ma complementari, nel tentativo di elaborare il lutto. Il padre sublima il dolore, prendendone distanza attraverso la creazione artistica, nella tragedia teatrale di Amleto. La madre, invece, resta immersa nella dimensione concreta, sensoriale e viscerale della perdita, confrontandosi con la difficile trasformazione dell’esperienza in significato.

Solo nel finale, assistendo al lavoro del Bardo, si “muove” l’iniziale impossibilità di abitare insieme, come coppia, la stessa esperienza emotiva, congelante.
La simbolizzazione non guarisce, rende il dolore tollerabile, offre una forma al disorientamento e alla frattura relazionale.