La grazia

La Grazia e il peso umano del decidere

“Di chi sono i nostri giornii?” é la domanda che evidenzia il dramma di chi è chiamato a sostenere un dilemma morale, il punto in cui la responsabilità estrema incontra la fragilità umana.
Il protagonista del film è sospeso tra pubblico e privato, la sua funzione - Capo dello Stato - e la sua vita interiore segnata da un’assenza ossessivamente presente.
Più che una persona di comando è un uomo attraversato da interrogativi senza soluzione, chiamato a decidere mentre porta con sé legami irrisolti e ferite che il ruolo non può cancellare. Il potere, infatti, non protegge dall’angoscia. promette controllo, ma finisce per consegnare l’uomo a una solitudine profonda.

Rivelatrice, in questo senso, la scelta musicale del Presidente: l’ascolto di Guè Pequeno. Una presenza dissonante, quasi straniante, che incrina la compostezza della funzione e lascia affiorare una vitalità pulsionale, non addomesticata. In quella musica risuona ciò che il potere non sa dire: il desiderio, l’eccesso, l’irriducibilità del corpo a un ruolo.

La grazia è il filo che intreccia amore e morte, trama e ordito che reggono la storia.
L’amore per la moglie, prima idealizzata quindi demonizzata, col tradimento perturbante, consegna il protagonista alla propria condizione di vedovo risentito.
L’amore per la figlia fa ritrarre il presidente e chiede al padre di essere presente.
La morte impone di interrogarsi sui valori della vita, sul perdono, sul confine instabile tra giustizia e pietà, come scelte che interessano il corpo prima ancora della legge.

Il finale non offre un happy ending nel senso consolatorio del termine. La firma sull’eutanasia e l’apertura, quasi spiazzante, alla direttrice di Vogue non chiudono il conflitto, ma lo trasformano. Il non-più-presidente si libera del peso totalizzante della funzione e, proprio in questo svuotamento, può finalmente abitare la propria umanità

La grazia per Sorrentino non è assenza di errore né conquista definitiva. È la possibilità di restare in contatto con la propria vulnerabilità nel momento della scelta.
Come l’amore e come la morte, non si possiede… accade.