Arroccati nell’amore per l’ovvio,
ci si distanzia dalla faticosa impresa del conoscere,
tentati dalla scorciatoia del giudizio.
Si pretende di sapere
per non incontrare l’horror vacui.
E allora “ignorante” diventa un’offesa all’Io,
piuttosto che una condizione
che invita il Sé a dubitare,
a interrogarsi
e a scoprire ciò che è estraneo.



