La Mindfulness: pratica di consapevolezza

La parola Mindfulness viene generalmente tradotta come consapevolezza o presenza mentale. Indica la capacità di portare intenzionalmente l’attenzione all’esperienza del momento presente, osservandola con apertura, curiosità e senza affrettarsi a giudicarla o modificarla. Non si tratta quindi di “svuotare la mente”, né di raggiungere uno stato particolare, ma di imparare a riconoscere con maggiore chiarezza ciò che sta accadendo mentre accade: sensazioni corporee, percezioni, emozioni, pensieri, impulsi e modalità relazionali.

Sebbene affondi le proprie radici nelle tradizioni contemplative buddhiste, la Mindfulness è stata progressivamente introdotta, in forma laica, anche nei contesti psicologici e sanitari. Il lavoro di Jon Kabat-Zinn e lo sviluppo dei programmi basati sulla Mindfulness hanno contribuito in modo particolare alla sua diffusione nella medicina e nella psicologia contemporanee.

Essere presenti alla propria esperienza

Gran parte della nostra vita mentale si svolge automaticamente. La mente anticipa ciò che potrebbe accadere, ritorna continuamente su ciò che è già accaduto, interpreta, giudica, confronta e costruisce scenari. Tutto questo appartiene al normale funzionamento umano, ma può diventare fonte di sofferenza quando ci identifichiamo completamente con ciò che pensiamo o quando reagiamo automaticamente a emozioni e sensazioni difficili.

La pratica della Mindfulness permette di osservare più chiaramente questi processi. Un pensiero può allora essere riconosciuto come un pensiero, senza dover necessariamente essere considerato un fatto; un’emozione può essere sentita senza essere immediatamente agita; una sensazione corporea può essere ascoltata prima che si trasformi automaticamente in una risposta abituale. Si crea così, progressivamente, uno spazio tra ciò che accade e il modo in cui vi rispondiamo. La risposta può prendere il posto della reazione automatica.

Un diverso rapporto con pensieri ed emozioni

Molte forme di sofferenza vengono amplificate non soltanto dall’esperienza difficile in sé, ma anche dal modo in cui reagiamo ad essa. Possiamo sentirci ansiosi e, contemporaneamente, biasimarci perché siamo ansiosi; provare tristezza e convincerci che non dovremmo sentirla; accorgerci di una paura e iniziare immediatamente a preoccuparci del fatto stesso di avere paura. Alla sofferenza iniziale se ne aggiunge così un’altra, prodotta dalla lotta contro ciò che stiamo vivendo.

La Mindfulness insegna progressivamente a riconoscere questa dinamica e a sviluppare un atteggiamento differente verso la propria esperienza, meno improntato alla critica e al controllo, maggiormente caratterizzato da curiosità, accoglienza e capacità di rimanere in contatto con ciò che è presente. Accettare, in questo senso, non significa rassegnarsi né approvare tutto ciò che accade. Significa riconoscere la realtà dell’esperienza presente prima di scegliere come rispondervi.

Dalla consapevolezza alla possibilità di scelta

La pratica meditativa costituisce un allenamento dell’attenzione. Nel silenzio della pratica possiamo accorgerci di quanto facilmente la mente venga catturata da pensieri, immagini, ricordi o preoccupazioni e imparare, ogni volta, a ritornare all’esperienza presente. Con il tempo questa capacità può trasferirsi alla vita quotidiana.

Diventa possibile riconoscere con maggiore tempestività il sorgere di una reazione automatica, osservare ciò che accade nel corpo e nella mente e creare uno spazio nel quale possa emergere una risposta più coerente con la situazione presente. La finalità non è eliminare pensieri ed emozioni spiacevoli, ma modificare il rapporto che intratteniamo con essi.

Mindfulness e psicoterapia

Nel contesto psicoterapeutico la Mindfulness non rappresenta per me una tecnica isolata né una pratica da applicare indistintamente, può diventare piuttosto una modalità di esplorazione dell’esperienza.Portare attenzione al respiro, alle sensazioni corporee, alle emozioni o al flusso dei pensieri permette di osservare direttamente ciò che sta accadendo nel momento presente e di riconoscere processi che, attraverso il solo racconto, potrebbero rimanere meno evidenti.

La consapevolezza permette inoltre di incontrare con maggiore delicatezza alcuni aspetti della propria esperienza, sviluppando progressivamente la possibilità di stare accanto a ciò che è difficile senza esserne immediatamente sopraffatti o senza doverlo allontanare.In questo senso la Mindfulness non sostituisce il lavoro psicoterapeutico, ma può arricchirne la profondità esperienziale.

Il mio modo di utilizzare la Mindfulness

La Mindfulness costituisce una delle prospettive attraverso le quali integro il mio lavoro clinico.

La formazione sistemico-relazionale mi permette di osservare la persona all’interno dei sistemi e delle relazioni di cui fa parte; l’orientamento psicodinamico approfondisce la storia personale, i conflitti interni e le modalità attraverso le quali il passato continua a partecipare al presente; la Somatic Experiencing® amplia l’attenzione ai processi corporei e di regolazione.

La Mindfulness introduce, all’interno di queste prospettive, una domanda essenziale: “Che cosa sta accadendo, proprio adesso?” (Che cosa sento nel corpo mentre racconto questa esperienza? Quale emozione sta emergendo? Quale pensiero compare? Quale impulso accompagna ciò che sto vivendo? Che cosa accade nella relazione mentre ne parlo?)

Questo orientamento al presente permette di mettere in relazione la storia con l’esperienza attuale, il pensiero con il corpo, il mondo interno con ciò che accade nelle relazioni. Non utilizzo quindi la Mindfulness per allontanare le emozioni difficili o per raggiungere necessariamente uno stato di calma. Al contrario, può aiutare a entrare in contatto con l’esperienza con maggiore consapevolezza, rispettando i tempi e le possibilità della persona.

Il suo contributo al percorso terapeutico consiste soprattutto nella possibilità di sviluppare una presenza più stabile verso ciò che viviamo, riconoscere ciò che accade senza esserne immediatamente trascinati e recuperare, proprio in quello spazio di consapevolezza, una maggiore libertà di scelta.

Bibliografia essenziale

  • Amadei G., Mindfulness. Essere consapevoli, Il Mulino
  • Epstein M., Pensieri senza pensatore, Ubaldini
  • Gunaratana H., La pratica della consapevolezza, Ubaldini
  • Goldstein J., Kornfield J., Il cuore della saggezza, Ubaldini
  • Goleman, D., Intelligenza emotiva, Rizzoli
  • Goleman, D., Focus. Perchè fare attenzione ci rende migliori e più felici, Rizzoli
  • Kabat-Zinn J., Dovunque tu vada ci sei già, Tea
  • Kabat-Zinn J., Riprendere i sensi, Corbaccio
  • Kabat-Zinn J., Vivere momento per momento, Corbaccio
  • Kabat-Zinn J., Myla Kabat-Zinn, Il genitore consapevole, Corbaccio
  • Lamparelli Claudio, Tecniche della Meditazione Cristiana, Mondadori
  • Pensa C., Attenzione saggia, attenzione non saggia, Promolibri,
  • Pensa C., La tranquilla passione, Ubaldini
  • Pensa C., L’intelligenza spirituale, Ubaldini
  • Salzberg S., L’arte rivoluzionaria della gioia, Ubaldini
  • Salzberg S., Un cuore vasto come il mondo, Ubaldini
  • Thich Nhat H., Il miracolo della presenza mentale, Ubaldini
  • Thich Nhat H., Buddha vivente, Cristo vivente, Garzanti