“Tu ami troppo o troppo poco?” è la domanda che un cardinale farabutto, untuoso e grottesco rivolge all’avvenente, gentile e schietta protagonista, cresciuta con il senso di colpa che le rimarrà appiccicato addosso per tutta l’esistenza. L’interrogativo contiene tutte le contraddizioni che attraversano il film: libertà e vincolo, vita e suicidio, regola e incesto, vedere ed osservare, risposte pronte e domande non giuste, sapere e piacere, desiderio e funerale, infelicità e bellezza, dea e santo, seduzione ripugnante, un bambino gigantesco… antinomie che sono la parte costituente della grande fusione: la vita “tanto enorme che ti ci fa perdere dappertutto”.
Entrando nell’abisso si aprono le porte del sogno, immergendosi nelle fantasie che dimorano nel profondo, lasciandoti stupito.
Per più di due ore si rimane sospesi nel bello, nella catarsi, ipnotizzati nel continuo divenire del qui ed ora.