Past lives

Dalla Corea del Sud un film che evidenzia il relativismo dell’amore, condizionato dal caso e dal destino imprevedibile. È la storia di un sentimento mai pienamente vissuto e che, forse proprio per questo, mantiene viva la complicità ineludibile tra i due bambini che crescono, dopo oltre vent’anni di separazione, fino a diventare adulti, consapevoli della realtà che sostanzia le fantasie. Non c’è traccia di nostalgia, lo spazio emozionale è occupato da un legame in fieri.
Un altro elemento originale del film è l’inversione dei ruoli di genere tradizionali. La protagonista è una donna sicura di sé e disposta anche a sacrificare legami sentimentali pur di poter perseguire una carriera promettente da scrittrice e non si lascia spaventare dall’avvertimento della madre “quando parti, perdi qualcosa per sempre”. Nora mantiene comunque una nuance romantica descrivendo al compagno ebreo americano il concetto dello in-yuan, provvidenza/destino, la connessione magica tra due persone che determina il fatalismo amoroso nella tradizione coreana, legato alla reincarnazione (due amanti devono già essersi incontrati almeno otto volte nelle loro precedenti vite prima di ricongiungersi definitivamente in quella attuale)