Rallentare sentendo l’impercettibile,
quello che la fretta annulla, perché improbabile,
osservando con attenzione e amorevolezza
ciò che il giudizio disprezza,
non valutandolo all’altezza.
Sale una vocina flebile da meandri nascosti -
son quà! -
finalmente l’ascolti,
ché la mente le aveva tolto dignità.
Smetti di controllare il tempo e lo spazio,
si armonizza la tua vita, non più negozio,
Tutto si riequilibra, torni al centro,
affidandoti alla campana che ti risuona dentro,
e ti dice l’eustress:
trust in mindfulness…
Ringrazi la consapevolezza
che distingue, con saggezza,
l’indulgenza dalla gentilezza.
Nella quiete del silenzio ricercato,
puoi esistere, beato;
la compassione per gli altri e per te stesso,
è la tua forza più grande nel qui e adesso.