Ospitare la meraviglia
Jesce ’o sole,
ogni giorno il miracolo si ripete,
senza che si faccia nulla.
Basta accorgersene e so-stare,
saper stare e osservare,
essere presenti,
apprezzando quello che semplicemente è.
Tu corri, ti affanni,
ma accade tutto senza sforzo;
anzi, lo sforzo potrebbe essere di danno.
Arroccati nell’amore per l’ovvio,
ci si distanzia dalla faticosa impresa del conoscere,
tentati dal giudizio “incompetente”.
Si pretende di sapere
per non incontrare l’horror vacui.
E allora “ignorante” diventa un’offesa all’Io,
piuttosto che una condizione
che invita il Sé a dubitare,
a interrogarsi e a scoprire ciò che è estraneo.
Cercare negli occhi dell’Altro frammenti perduti
e le parti rimaste ignote vengono fuori:
una sorgente che trova sbocco
quando smetti di accanirti,
permettendo semplicemente che accada,
che scorrano le parti sconosciute.
Ospiti la meraviglia,
l’imprevisto può essere contemplato,
l’estraneo rimane tale,
ma non fa più paura…
è solo un’Altra parte di te.
Sentendo il vuoto,
desiderando che non si riempia,
ascoltando il godimento dell’attesa.
Standoci sopra come un’equilibrista:
non sapendo cosa accadrà,
lasciando che la meraviglia illumini,
colmando il cuore con la presenza.
Basta un attimo
ché i pensieri si allarghino.
Non siamo più il centro,
ma parte del tutto.
E riesci a sorridere,
osservando il fluire.