Peer Education

Con peer education si intende “una strategia educativa volta ad attivare un processo naturale di passaggio di conoscenze, di emozioni e di esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri membri di pari status; un intervento, secondo questa prospettiva, che mette in moto un processo di comunicazione globale, caratterizzato da un’esperienza profonda ed intensa e da un forte atteggiamento di ricerca di autenticità e di sintonia tra i soggetti coinvolti.[…] Questa pratica va oltre il momento educativo e diviene una vera e propria occasione per il singolo adolescente, il gruppo dei pari o la classe scolastica, per discutere liberamente e sviluppare momenti transferali intensi”. (http://www.peer-education.it/)
Quanto di seguito riportato è parte integrante di una sperimentazione della metodologia della peer education, realizzata nel 1997/98 dall’Osservatorio epidemiologico della Regione Lazio, in cui ho partecipato, in qualità di libero professionista esperto delle tematiche preventive in materia di AIDS.

1.Presentazione personale e della nostra sperimentazione, la Peer Education (P.E.).
La loro scuola è stata prescelta come gruppo di sperimentazione, parallelamente ad un altro campione di scuole in cui verrà applicato il metodo tradizionale.
Modalità tradizionale che non si è rivelata utile, con i retest applicati, al di là dei meriti degli insegnanti, ma in relazione a quanto la letteratura scientifica sta dimostrando sulla possibilità di modificare i cambiamenti sessuali negli adolescenti. passa meglio l’informazione fornita da un coetaneo.
La P. E. potrà diventare un metodo generalizzabile anche ad altre forme di apprendimento.

2. In questa prima fase sarà molto utile la collaborazione tra noi ed i Consigli di Classe (C.d.C.) per l’individuazione dei Leader Naturali (L.N.), 1 per classe, attraverso la scelta di un ragazzo che abbia le competenze relazionali adeguate (propositive/essere scelto dal gruppo classe).
Dopo la loro proposizione andrà verificata la corrispondenza tra i parametri da lo utilizzati e quelli da noi considerati i più funzionali (i 5 nella lista).
Se tale corrispondenza sarà pari o superiore all’80% saranno subito presi in considerazione quei nominativi, altrimenti se ne dovrà discutere in un incontro successivo, dando agli insegnanti il compito di riflettere sulle nostre categorie dopo avergliele dettagliatamente spiegate.
In caso di classi dove ci sia palese discordanza non saranno prese in considerazione per la sperimentazione.

3. PRETEST: da realizzare con l’intero gruppo classe, prima che il L.N. abbia ricevuto il mandato (Novembre ’97)

4. LAVORO RESIDENZIALE: i L.N. prescelti, 54 di nove scuole differenti, trascorreranno 5-6 giorni verso la fine di Novembre ’97 a contatto diretto per lavorare su:
-competenze tecniche: informazioni specifiche sulle malattie sessualmente trasmesse,
-competenze relazionali: tecniche di comunicazione.
Questo avverrà a spese dell’O.E.R. del Lazio

5. Dopo la chiusura del quadrimestre, probabilmente Febbraio ’98, ogni L.N. nella sua classe riporterà le informazioni acquisite utilizzando le tecniche relazionali apprese, in 5 incontri della durata di 2 ore ognuno. Saranno dunque sottratte 10 ore di attività didattica, da selezionare da parte dei docenti, per evitare intralci nello svolgimento dei programmi scolastici.

6. RETEST: da realizzare con l’intero gruppo classe nel periodo Aprile-Maggio ’98.
Il retest si confronterà con quello identico effettuato con il campione di controllo per valutarne l’efficacia.